Παρασκευή 22 Σεπτεμβρίου 2017

Teniamoci stretta la Grecia, ultima spiaggia d’Europa


NON RIESCO A SMETTERE DI PENSARE alla settimana, troppo breve, di vacanza trascorsa questa estate nelle isole greche. Assieme al vano portaoggetti dell’aereo ho chiuso, ormai qualche settimana fa, anche quella luminosa finestra sull’azzurro, anzi, sui tanti azzurri dell’Egeo. A occhi chiusi, con un filo di tristezza, cerco di fissare i ricordi che devono servire da riserva di bellezza e umanità per tutto l’anno. Appartengo alla numerosa categoria degli innamorati della Grecia, che si incontrano su ogni spiaggia, sempre pronti a elencare tutte le isole visitate, a suggerire le più belle, a provare soddisfazione per qualche parere condiviso, ma anche un po’ di invidia per chi ne ha viste di più. Su queste spiagge si incontrano francesi, belgi, tedeschi, russi, un sacco di olandesi, scandinavi e, naturalmente, italiani. Si parla un inglese arruffato e improbabile e ci si sente davvero un popolo unico.

di Chiara Ferrarese

SI, PERCHÉ LA GRECIA è proprio la spiaggia dell’Europa, la sponda estrema: abbastanza lontana per evadere dalla vita quotidiana, abbastanza vicina e familiare per sentirsi a casa. Sono soprattutto i greci che ti fanno sentire a casa. Loro che si fanno capire in tutte le lingue di questa pazza Europa, che anzi riconoscono da lontano, a colpo d’occhio, le diverse nazionalità dei turisti e salutano ciascuno nella lingua giusta, loro che ti affittano ombrelloni ben distanziati a prezzi abbordabili e che servono piatti di verdura dal sapore di verdura. Che venerano con devozione le icone di una fede antica e affascinante, ma non fanno una piega davanti a chi crede in un Dio diverso.

SAPPIAMO TUTTI che la Grecia è povera, che gli aeroporti sono stati ceduti ai tedeschi, che si tira avanti a fatica. Eppure qui non manca la gentilezza, nessuno ti guarda con sufficienza se non sai l’inglese, tutti sono pronti ad aiutarti se hai dimenticato accesi i fari della macchina e ti ritrovi con la batteria scarica, magari in orario notturno (mi è successo due volte). Quasi ovunque c’è qualche europeo che ha lasciato il suo paese d’origine ed è venuto qui a coltivare meloni o a vendere caftani fatti a mano. Un motivo ci sarà. In Grecia ci si sente davvero Europei, Europei come si dovrebbe essere: civili, cordiali, tolleranti. Teniamoceli stretti, questi greci, e non solo perché ci hanno dato Omero, Platone e compagnia, ma anche per quello che ci stanno regalando adesso, in termini di umanità.

http://www.corriere.it/sette/17_settembre_21/teniamoci-stretta-grecia-ultima-spiaggia-d-europa-0ee2753a-9c93-11e7-9e5e-7cf41a352984.shtml

Δεν υπάρχουν σχόλια:

Δημοσίευση σχολίου