Τρίτη 26 Σεπτεμβρίου 2017

Migranti | Ricollocazione dei richiedenti asilo da Italia e Grecia: come l’Ue ha fallito

 

Oggi terminano i due anni di vigenza dello schema di ricollocazione dei richiedenti asilo approdati in Italia e Grecia che, adottato nel settembre 2015, avrebbe dovuto offrire ai richiedenti asilo la possibilità di ricostruirsi una vita in condizioni di sicurezza in paesi diversi da quelli di approdo.

di Riccardo Noury - Amnesty International (sito)

I risultati sono deprimenti: complessivamente, gli stati dell’Unione europea hanno ricollocato solo il 28,7 per cento dei richiedenti asilo assegnati; due stati, Polonia e Ungheria, non hanno ricollocato neanche un richiedente asilo; solo uno stato, Malta, ha accolto la quota di richiedenti asilo assegnata.

La Slovacchia, che ha invano cercato di contestare lo schema ricorrendo alla Corte europea, ha accettato solo 16 dei 902 richiedenti asilo che le erano stati assegnati; la Repubblica Ceca solo 12 su 2691.

La Spagna ha rispettato solo il 13,7 per cento della quota assegnata, il Belgio il 25,6, l’Olanda il 39,6 e il Portogallo il 49,1.

Tra gli stati che si sono comportati meglio figurano la Finlandia (1951 richiedenti asilo accolti, il 94,5 per cento della quota assegnata) e l’Irlanda (459 richiedenti asilo accolti, il 76,5 della sua quota).

Due stati non-Ue, Norvegia e Liechtenstein, che avevano aderito volontariamente allo schema, hanno rispettato la quota assegnata accogliendo 1500 e 10 richiedenti asilo.

Non si trattava unicamente di fare qualcosa di buono, bensì di un vero e proprio obbligo legale nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo, sottolinea Amnesty International. Gli stati dell’Unione europea che non hanno rispettato i loro impegni ora rischiano di essere portati di fronte alla Corte europea e di essere sanzionati duramente.

Dallo schema, peraltro, sono stati esclusi in tanti. Come i richiedenti asilo arrivati sulle isole greche (come Lesbo, nella foto) dopo l’accordo Ue-Turchia del 20 marzo 2016, molti dei quali si trovano ancora bloccati nel luogo dove sono approdati. Una decisione insensata e illegale, che ha impedito ai richiedenti asilo di vivere in sicurezza e dignità e ha peggiorato la situazione sulle isole greche, dove nei mesi estivi gli arrivi sono aumentati.

Amnesty International continua a chiedere ai governi europei di raddoppiare gli sforzi per raggiungere le quote loro assegnate dallo schema di ricollocazione, anche dopo la sua scadenza, e di accogliere singole persone necessitanti di protezione e che attualmente si trovano in Italia e Grecia attraverso altri strumenti, quali i permessi di lavoro e procedure rapide di ricongiungimento familiare.


Δεν υπάρχουν σχόλια:

Δημοσίευση σχολίου