Δευτέρα 6 Ιουνίου 2016

La gioventù “bruciata”, Il FMI pubblicato l'ultima Analisi di Sostenibilità del Debito per la Grecia


Il FMI ha recentemente pubblicato l'ultima Analisi di Sostenibilità del Debito (DSA) per la Grecia.

E' una lettura sconfortante: in
sintesi, a Grecia non riuscirà mai a uscire dal
suo debito attraverso la crescita. Il surplus
primario del 3,5% al quale il governo di Syriza
sembra al momento deciso a impegnarsi, è
francamente insostenibile: il FMI pensa che
perfino sostenere l'1,5% sarebbe un'impresa.
Le banche avranno bisogno di altri 10 miliardi
di euro (oltre ai 43 miliardi che il governo
ha già preso in prestito per poterle salvare).
Che piaccia o meno, un taglio del debito
è indispensabile. Senza taglio del debito, il
suo costo lieviterà nel 2060 a un impossibile
60% del budget governativo. Naturalmente,
la Grecia andrebbe in bancarotta molto prima
ma ciò renderebbe la situazione perfino
peggiore.
 Ma questa non è una novità. Il FMI va dicendo
da circa un anno ormai che la Grecia avrà
bisogno di un taglio del debito. Quest'ultimo
DSA è fatto apposta per impressionare
gli Europei e fare in modo che considerino
seriamente la questione. Non sorprende
quindi che le proiezioni sulla sostenibilità del
debito siano decisamente peggiorate rispetto
ai precedenti DSA. Indubbiamente i creditori
europei le contesteranno, il governo di Syriza
si schiererà dalla parte degli europei perché
l'unica alternativa è il Grexit, e la Commissione
Europea sosterrà che ci sono “miglioramenti”
anche se l'unica cosa che sta succedendo
è che si stanno rimandando tutti i
problemi per l'ennesima volta .Ma nascosti all'interno della pubblicazione
del FMI ci sono dei numeri davvero preoccupanti
le previsioni dell'FMI riguardo la
popolazione e la disoccupazione da qui al
2060. Ecco quello che prevede il FMI
riguardo le prospettive per la disoccupazione
in Grecia.
«Le proiezioni demografiche suggeriscono
che la popolazione in età da lavoro diminuirà
del 10% circa entro il 2060. Allo stesso tempo,
la Grecia continuerà a dover fronteggiare
un'alta disoccupazione per decenni a venire.
Attualmente la disoccupazione è intorno al
24%, la più alta tra i paesi OCSE, e dopo sette
anni di recessione, la componente strutturale
è stimata intorno al 20%. Di conseguenza, ci
vorrà molto tempo perché la disoccupazione
diminuisca. Lo staff prevede che essa raggiunga
il 18% nel 2022, in 12% nel 2040 e il
6% solo nel 2060».
Quindi, anche se l'economia greca dovesse
tornare a crescere e i suoi creditori dovessero concedere un taglio del debito, ci vorranno 44
anni per ridurre la disoccupazione greca a un
dato vagamente normale. Per i giovani greci,
attualmente fuori dal mercato del lavoro, questo
significa un'intera vita lavorativa. Un'intera
generazione verrebbe buttata nel cestino.
E se l'economia greca non dovesse tornare a
un ritmo di crescita sostenibile, allora la disoccupazione
rimarrebbe in doppia cifra fino
a be', chi può dire quanto a lungo?
 La verità è che sette anni di recessione hanno
distrutto l'economia greca. Essa non può più
generare sufficienti posti di lavoro per poter
occupare la sua popolazione. Il FMI stima
che, perfino in periodi buoni, il 20% degli adulti
rimarrebbero disoccupati. Per generare i
posti di lavoro che sarebbero necessari ci vorrebbero
moltissime nuove imprese, forse persino
intere nuove industrie. Sviluppare una
simile capacità produttiva richiede tempo e
molti investimenti e la Grecia non è certo il
posto più attraente in quanto a prospettive di
investimento. In assenza di qualcosa di simile
a un piano Marshall, ci vorrebbero molti,
molti anni per riparare il danno deliberatamente
inflitto alla Grecia dalle autorità
europee e dal FMI, al fine di salvare il sistema
bancario europeo Naturalmente, i giovani greci non si rassegneranno
alla prospettiva di sprecare tutta la
loro vita fuori dal mercato del lavoro. Quelli
che potranno, se ne andranno. E questo renderà
la ripresa greca ancor meno probabile.
La Grecia ha uno dei più alti tassi del mondo
di invecchiamento della popolazione. Il FMI
prevede che, per rendere sostenibili le finanze
pubbliche greche, la partecipazione alla forza
lavoro dovrebbe aumentare dall'attuale 52% a
circa il 73%. Questo significherebbe che i
vecchi dovrebbero lavorare ancora molti anni,
le donne dovrebbero entrare nel mondo
del lavoro retribuito, e i malati e disabili dovrebbero
mettersi a lavorare anch'essi. In
sostanza, la Grecia non può permettersi l'attuale
rete di protezione sociale. Una migrazione
significativa dei giovani o livelli sostenuti
di disoccupazione renderebbero le cose
ancora più complicate: lascerebbero la Grecia
con un numero crescente di pensionati da
mantenere ma con molti meno lavoratori a
sopportarne il peso.
 Quindi, anche se per i giovani si prospetta un
futuro incerto, sono i vecchi, i malati e i disabili,
e coloro che se ne prendono cura, che
pagheranno il prezzo più salato per il fallimento
della Grecia. Per loro, il futuro sembra
decisamente nero.
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