L’attuale comunità greca messinese conta circa 500 componenti che mantengono vive tradizioni elleniche, fra le quali Macris cita la ricorrenza del 25 marzo in ricordo della guerra d’indipendenza greca contro l’impero ottomano (e festa religiosa dell’Annunciazione) ed il taglio della torta detta “Vassilopitia” del 2 gennaio, che assicura un anno felice al fortunato commensale cui il fato destina la fetta contenente una simbolica moneta propiziatoria.Ed è ancora di origine greca il culto di quello che fu il primo patrono della Città : quel San Nicola il cui rapporto con il mare non può non riportarci a Nettuno e Poseidone, dei pagani con cui Messina ha un simbolico rapporto. “Ma la stessa festa dell’Assunta – prosegue Macris – ha origini condivise con i Greci, tanto che nelle prime processioni l’Arciprete Greco aveva un posto d’onore accanto al Vescovo della città. Ed a proposito di Chiesa non può non ricordarsi il fatto che l’Arcivescovo di Messinaconserva ancora il titolo di Archimandrita del Santissimo Salvatore(la qual cosa ha determinato per Messina la possibilità di avere due cattedrali). E sempre a proposito di chiese apprendiamo dal Prof. Macris come “l’attuale sede dell’istituto Don Bosco fosse nata per ospitare il Seminario del Clero Greco e la Chiesa dei Domenicani di Dazio dovesse inizialmente ospitare la Chiesa di san Nicola dei Greci, che anticamente sorgeva quasi dirimpetto alla Prefettura ove, nel 2012, è stata inaugurata un’edicola votiva a memoria dell’antico edificio”
A Messina esisteva un intero quartiere greco, la Grècia, che si estendeva dalla zona falcata fino alla Palizzata. “A Messina si parlava e si parla il greco – ci dice un orgoglioso Macris -. Fino a non molto tempo fa i bambini di Torre Faro a caccia di farfalle, intonavano una filastrocca di chiara origine greca: Gialò, gialò, ala abbasciati pappaglion! E parole di provenienza greca accompagnavano anche la millenaria pesca del pescespada”.
A Messina esisteva un intero quartiere greco, la Grècia, che si estendeva dalla zona falcata fino alla Palizzata. “A Messina si parlava e si parla il greco – ci dice un orgoglioso Macris -. Fino a non molto tempo fa i bambini di Torre Faro a caccia di farfalle, intonavano una filastrocca di chiara origine greca: Gialò, gialò, ala abbasciati pappaglion! E parole di provenienza greca accompagnavano anche la millenaria pesca del pescespada”.
Daniele Macris ci tiene a sottolineare che fu proprio l’ormai ex Provincia Regionale di Messina a sugellare, con la Deliberazione del Consiglio N° 44 del 10 Febbraio 2012, il riconoscimento di Messina quale Comune di minoranza greca, nel cui territorio è possibile applicare le norme di tutela delle minoranze linguistiche previste dalla vigente legislazione nazionale. Ed è proprio con l’auspicio che la comunità greca possa sempre più radicarsi nel tessuto sociale della città che Daniele Macris vuole chiudere il nostro breve incontro:“Messina deve aprirsi sempre più alla conoscenza del suo ricco passato per acquistare la consapevolezza di una nobiltà e di una grandezza di cui dobbiamo essere fieri e che deve permeare il nostro vivere quotidiano per andare incontro ad un grande futuro”.
http://www.agorametropolitana.it/i-greci-a-messina/
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