Τρίτη 17 Ιουλίου 2018

Hydra, la Grecia del relax assoluto. Dormire, mangiare, tuffarsi: guida

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Dormire al porto, nelle vecchie residenze veneziane, o in una casa a picco sul mare.  Assaggiare polpo alla griglia, bevendo ouzo  ghiacciato. Partire alla scoperta dell'isola con lunghe camminate e godere di una vista senza pari. Visitare l'isola di Hydra significa tornare a essere umani.

di Tommaso Costa, 17 luglio 2018

Decidere di visitare l’isola di Hydra significa decidere di tornare ad essere umani. O almeno provarci, perché non è così semplice. Nessuna automobile, nessuna fretta. Bisogna abbandonare le certezze ed immergersi in una realtà tutta nuova fatta di lentezza, mare di tutti i toni del blu, lunghe camminate e… tanti gatti. Sono loro, assieme ai muli, i veri padroni dell’isola: ti accolgono e non ti abbandonano più.

Hydra è a circa un’ora e mezza di aliscafo da Atene, affacciata sul golfo Saronico tra Poros e Spetses davanti alla costa del Peloponneso. Lunga 23 chilometri e larga sei, è stata terra di pirati, ricchi commercianti e marinai, oggi abitata da solo 1800 persone. L’arrivo al porto ti dà subito l’idea di un’isola fuori dal comune: le case sono in stile veneziano, eredità di conquiste passate, e sulla banchina una lunga fila di muli aiutano gli abitanti nei lavori di tutti i giorni. Tutto a passo d’uomo. E di passi, in questo pezzo di terra immobile sul mar Egeo, se ne possono fare tanti per raggiungere un unico obiettivo: la bellezza assoluta.

Monasteri arroccati e solitarie calette

Scarpe comode e un piccolo zaino sulle spalle e si può partire alla scoperta dell’isola anche con lunghe camminate quotidiane. Quasi tutte portano a monasteri (ce ne sono decine) costruiti nelle zone più alte da cui si gode una vista senza pari. Tra le più avventurose c’è quella al monastero di San Nicola o, dall’altra parte dell’isola, quella al monastero della Vergine Maria attraverso strade bianche dove, dopo 636 scalini, si raggiunge uno dei punti più panoramici. Il mare di Hydra ti conquista al primo sguardo con spiagge nascoste in calette che si scoprono solo muovendosi.

A Vlycos  si arriva con una passeggiata di trenta minuti partendo dal porto oppure facendosi accompagnare da piccole barche di pescatori. Lo stupore è dietro l’angolo: si arriva davanti a una spiaggia di piccoli sassi con acqua trasparente. Ci sono ombrelloni di paglia e alle spalle una taverna per rinfrescarsi e cibarsi (da provare i pomodori e i peperoni ripieni di riso e verdure assieme alla salsa di melanzane e menta).

Le passeggiate nel silenzio

Proseguendo a piedi dopo qualche minuto si arriva alla spiaggia di Plakes, silenziosa e isolata, con alle spalle il Four Seasons, un boutique-hotel di otto meravigliose suite vista mare in un’antica e lussuosa residenza completamente restaurata nel 2008. Un ristorante e un bar sulla spiaggia completano lo scenario.

Dal porto e solo in barca si raggiungono due delle spiagge più estreme: quella di Bisti, circondata da una foresta di pini e lambita da acqua di un turchese assoluto e quella di Aghios Nikolas,  in una punta estrema dell’isola riparata dal vento, dove l’acqua è un invito a tuffarsi.

Hydra è silenziosa, avvolta solo dai rumori della natura: la sveglia la mattina la può dare il canto del gallo in lontananza, il ragliare di un asino al lavoro o le onde del mare. I bambini giocano fino a tardi nelle piazzette che si aprono dal porto mentre le donne chiacchierano alla fine di una lunga, calda, giornata.

Dormire in un panificio, gustare pesce fresco

Si può dormire al porto nelle vecchie residenze veneziane o scegliere una casa a picco sul mare. Da Mastoris  si alloggia in un antico panificio ristrutturato dove ogni oggetto, nelle sei stanze a disposizione, è stato recuperato dal passato diventando complemento d’arredo e dove la sua appassionata proprietaria prepara ogni giorno ricche colazioni e aperitivi in terrazza solo con prodotti delle isole e certificati.

A quattro minuti a piedi, nella parte più antica del paese, c’è il Nereids Guesthouse, una residenza in pietra con stanze ampie che guardano il mare, immerse nella tranquillità più assoluta.

Al ristorante/bar Technè l’aperitivo è con uno spritz al profumo di mandarino e poche gocce di mastica (resina vegetale ottenuta dal lentisco). Si beve e si chiacchiera mentre il sole tramonta.

Erbe selvatiche e ouzo al tramonto

Pesce fresco, horta (una sorta di erba selvatica condita con olio e limone) e insalata greca si mangiano superbamente alla taverna To Grifò Limani (il porto nascosto); poco distante c’è la taverna To Paradosiakò dove si cena con il daikos (frisella di pane cretese condita con pomodorini formaggio mizithra, olio e origano) assieme a zucchini fritti e polpo alla griglia, bevendo bicchieri di ouzo colmi di ghiaccio.

Hydra possiede anche un bellissimo museo dedicato alla storia dell’isola (quella navale e dei suoi avventurieri) ed è stata scelta come sede distaccata della Scuola di belle arti di Atene, una delle più prestigiose.

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