Παρασκευή, 29 Ιουνίου 2018

Immigrazione: perché Atene ha la sindrome… di Stoccolma

Αποτέλεσμα εικόνας για ΤΣΙΠΡΑΣ ΜΕΡΚΕΛ

Nel complesso scacchiere con il quale il Consiglio Ue affronta la vicenda migranti, Atene si conferma il miglior alleato di Angela Merkel. La Grecia è infatti pronta a un accordo con la Germania per riprendersi gli immigrati dei cosiddetti movimenti secondari, cioè profughi lasciati entrare nell’Ellade come primo approdo e poi transitati verso altri Paesi. E a dirlo è lo stesso premier greco Alexis Tsipras in un’intervista al Financial Times, che in prima pagina titola “Tsipras segnala il suo sostegno alla (cancelliera tedesca Angela) Merkel con la disponibilità a riprendersi i richiedenti asilo”.

Robert Vignola, 28 giugno 2018

«In un’intervista con il Ft – scrive il quotidiano stesso – Alexis Tsipras ha detto di essere aperto a un accordo speciale con Berlino per limitare i movimenti secondari dei rifugiati che arrivano alle frontiere sud dell’Ue ma poi si dirigono a nord verso la Germania».

«Non ci importa il fatto che forse avremo qualche ritorno dalla Germania se questo aiuterà a dare il segnale ai trafficanti» che l’Europa sta affrontando i flussi migratori, ha detto il premier greco al Ft, aggiungendo che ormai il regolamento di Dublino è «senza vita».

La sensazione è che più di dare segnali (e quali sarebbero, poi?) ai trafficanti, Tsipras si accontenti delle briciole per cercare di nascondere il drammatico stato sociale in cui il Paese è sprofondato sotto la sua guida, fin troppo morbida nell’eseguire i dettami dell’austerity. Come dire: si chiama Atene, ma ha la sindrome… di Stoccolma.


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