Πέμπτη 7 Ιουνίου 2018

“Cinema è Cultura”: arrivano gli Evi Evan, il rebetiko greco che parla anche italiano

Dal 1 agosto al 9 settembre 2018 – Presso Pala Dean Martin - Montesilvano


Un altra preziosa presenza si aggiunge al fitto cartellone di “Cinema è Cultura”(1 agosto-9 settembre 2018 http://museodelcinema.org) al Pala Dean Martin a Montesilvano: Gli Evi Evan.

07/06/2018

Tempi di crisi. Tempi di dialoghi tra culture diverse, musicali e poetiche. Tempo di incontri. Tempo di "rebetiko", il genere nato in locali fumosi e decisamente poco raccomandabili tra Istanbul, Pireo, Smirne, Salonicco e molti altri posti del Mediterraneo orientale attorno agli anni Venti.

EvI Evan è un antichissimo brindisi alla vita. E da dieci anni anche il nome di una originale band italo-greca, composta da quattro musicisti polistrumentisti che, ora singolarmente ora insieme, hanno collaborato anche con Moni Ovadia, Vinicio Caposela, Daniele Sepe, Nour Eddine Fatty.

Grazie al "tempo rebetico", questa estate ci incontreremo in una ideale taverna ombrosa, sotto il cielo stellato, colmo di stelle e tradizioni...

Tekés era un locale con finalità e natura ambigue: un bancone da taverna, due o tre bottiglioni di liquori colorati e le saracinesche sempre mezze abbassate. Un posto dove ci si incontrava per fumare il narghilé, chiacchierare, trovare l’amore a pagamento e perdere il tempo con gli amici. Un piccolo spazio oscuro e fumoso dove l’illegalità si mescolava con l’intrattenimento; la borghesia con la malavita. Un modo di passare le serate importato in Grecia dagli immigrati cacciati dalla Turchia dopo la Katastrofì del 1922; un punto di incrocio tra Oriente e Occidente.

Oggi ci troviamo in un tekès per una serata dal sapore orientale; per ritrovare ritmi di vita lenti e il piacere di ascoltare insieme canzoni di storie di amore maledetto, di porto e di periferie cittadine; di prigioni, di zingare, passione per musica, vino e narghilè dove i ritmi dell’allegria si alternano alle melodie melanconiche. Un viaggio nel tempo che con le canzoni rebetike, i canti urbani, la musica dei “negri” ellenici, ci riporta alla prima metà del secolo scorso, in un’epoca dove la povertà e la fatica di vivere si vincevano cantando e stando insieme. Una musica alternativa, mistikì, nascosta, rispetto alla globalizzazione delle proposte contemporanee.

“Praticare il rebetiko oggi è un modo di uscire dal girone delle discoteche, dei club, del meccanismo che c’è dietro. Dalla pubblicità delle mode giovanili. Trovarsi a casa. Stare nel proprio. Con una musica che parla di te, e non di qualcuno che non conosci nemmeno” (dal Tefteri di Vinicio Capossela).

L’ensemble è composto da:
Dimitris Kotsiouros: bouzouki, cumbus saz
Giorgos Strimpakos: baglamas, canto
Valerio Mileto: chitarra, oud
Stefano Albarello: qanun, oud


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