Παρασκευή 23 Δεκεμβρίου 2016

Il Natale nella tradizione greca

Feste nataliziePer i greci il Natale è una delle feste principali dell’anno, soprattutto dal punto di vista religioso (i Greci sono per la maggior parte ortodossi). Tutti i membri delle famiglie sono coinvolti nelle celebrazioni e i pasti sono a base di pietanze tradizionali.
Le festività natalizie vengono introdotte della festa di San Nicola il 6 dicembre e si protraggono fino a qualche giorno dopo l’epifania.



Una delle peculiarità del Natale in Grecia è che non c’è la tradizione di Babbo Natale e dei doni sotto l’albero, che non rappresenta un addobbo natalizio e al suo posto si usano modelli di barche a vela di legno decorati in modo speciale con tondini scintillanti e che evocano il mare, elemento onnipresente in Grecia.

Il 24 dicembre ai più piccoli viene regalato una sacca e un bastone con cui andranno in giro di casa in casa per cantare le tipiche canzoni di Natale, dette “calanda” accompagnati dal suono di piccoli strumenti musicali come il trigono (un triangolo in acciaio suonato da una bacchetta metallica) e ricevendo in dono frutta secca e biscottini, soprattutto i tradizinali “Kourabiedes”. A parte il loro contenuto religioso sulla nascita di Cristo, i canti esprimono anche auguri ed elogi al padrone della casa e a tutti i componenti della famiglia.

La sera poi c’è la tradizionale cena di Natale dove la famiglia si riunisce per consumare una cena propria dell’occasione, con pietanze che variano da regione a regione. Durante questa cena, le donne di casa presentano il tipico “Christopsomo”, che vuol dire letteralmente “pane di Cristo”; è infatti una pagnotta dolce di varie forme con decorazioni sulla crosta rappresentanti per lo più aspetti della vita familiare che verrà poi mangiato il giorno di Natale e per usanza spezzato dal capo famiglia.

Il 25 dicembre tutti i Greci si recano a sentire la messa, prima di riunirsi per ora e consumare un abbondante pranzo a base di specialità tradizionali: la “galopoula” (tacchino farcito con castagne, uvetta di Corinzio e noci o mandorle), accompagnata da patate al forno, il “gourounopoulo psito” (un porcellino arrosto in olio d'oliva e fatto cuocere a forno lento per circa 3 ore, e bagnato regolarmente col suo succo, acqua calda e succo di limone) e il “melomacarona” (dolce a base di noci e sciroppo di miele). Gli altri dolci tipici sono i “kourambiedes” (a base di burro, mandorle e ricoperti di zucchero a velo) e le “diples” (a base di miele e originari dell’isola di Creta).

Una credenza popolare, legata al Natale ed ancora particolarmente viva in Grecia, è quella dei “Kallikantzaroi”, che sono una specie di spiriti che vivono nelle viscere della terra e che cercano di estirpare l’albero che sorregge il mondo. Durante i dodici giorni che vanno dal Natale all’Epifania (24 Dicembre - 6 Gennaio), in Grecia si dice che le “acque sono sconsacrate” e quindi la leggenda narra con la nascita di Gesù l’albero muoia e i Kallikantzaroi escano dalle viscere della terra. Dopo l’Epifania l’albero che sorregge la terra nascerà di nuovo e i Kallikantzaroi faranno la loro comparsa.

Gli abitanti dei piccoli paesi del Peloponneso addobbano le loro tavole natalizie con dolci di ogni tipo con la speranza di dissuadere questi spiriti dall’entrare nelle loro case.
Arriva poi il giorno di Capodanno, il giorno di San Basilio (corrisponde a Babbo Natale). Anche il 31 dicembre i bambini si recano di casa in casa per cantare e recitare versi di buon augurio per
il Nuovo Anno e tenendo in mano un melograno.
La notte di capodanno viene festeggiata in casa o fuori, con amici e parenti ma ciò che importa è che si festeggi! Una tradizione greca vuole che allo scoccare della mezzanotte è consuetudine spegnere e riaccendere subito le luci per cacciare il vecchio anno e salutare quello nuovo.

Altra tradizione della notte di Capodanno è il taglio della “vassilopitta”, la “torta di San Basilio” che consiste in un ciambelline a base di latte, uova, burro e zucchero, nel cui interno e’ stata inserita una moneta di buon auspicio. La prima fetta viene destinata a Cristo, la seconda alla Madonna, la terza a San Basilio, poi alla casa, al capofamiglia e via via a tutti gli altri membri della famiglia seguendo una rigida gerarchia. Tra tutti i commensali chi trova la moneta viene considerato il fortunato dell’anno.
Una tradizione per la notte di Capodanno tipica delle isole della Grecia è la scelta della persona che sarà la prima ad entrare in casa il 1° dell’anno. La persona prescelta entra in casa con un rituale preciso: due passi in avanti (il primo con il piede destro) e due passi indietro per far entrare la fortuna e scacciare la sfortuna. Ripete il movimento tre volte e poi la terza volta entra nella casa e scaglia con forza un melograno per terra affinché si rompa in segno di prosperità e fortuna.

Passato Capodanno l’altra festa importante è l’Epifania, il 6 gennaio. È soprattutto una grande festa religiosa che ricorda il battesimo di Cristo da parte di San Giovanni Battista sulle rive del fiume Giordano. In questo giorno l’acqua viene benedetta, purificata ed secondo una credenza popolare l’acqua del mare diventa dolce e potabile e gli spiriti maligni si allontanano dalla terra.
La benedizione dell’acqua avviene gettandovi dentro una croce: in chiesa il sacerdote lo fa nell’acquasantiera, ma si è soliti farlo anche nei fiumi, lungo le coste e nei porti dove le navi, al cadere dalla croce in acqua, suonano con insistenza le sirene e le chiese celebrano l’evento con continui rintocchi di campane mentre gruppi di ragazzi fanno a gare per recuperare il crocifisso.
Un detto popolare ricorda che se una persona esprime un desiderio il giorno dell’Epifania questo si avvererà perché in questo giorno il cielo è aperto.

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