Κυριακή 26 Νοεμβρίου 2017

Un leggendario Della Pace al traguardo della Atene-Sparta-Atene


Il presidente della Podistica Copertino ha percorso in 97 ore e 53 minuti i 490 chilometri della gara più lunga al mondo

Andrea Morrone - 22 novembre 2017

LECCE – Ci sono imprese che devono essere raccontate e tramandate, storie che rimangono impresse nel corpo e nell’anima, sfide leggendarie scritte con l’inchiostro della fatica e dalla passione, che fanno venire i brividi e riempiono gli occhi di lacrime. Oggi, 22 novembre 2017, alle 7.53 italiane, si è conclusa la grande avventura di Dario Della Pace, 57enne ultramaratoneta di Copertino, uno dei tredici atleti (terzo degli italiani) al traguardo della Phidippides Run, la corsa più lunga al mondo, conosciuta come ASA, ossia Atene-Sparta-Atene. Un tragitto di 490 chilometri da percorrere nel minor tempo possibile, rispettando check point rigorosi, con un limite massimo prestabilito di 104 ore, cioè 4 giorni e 8 ore. Dario ha compiuto l’intero percorso in 97 ore e 53 minuti, scrivendo il suo nome nell’élite dei grandi atleti mondiali.

Una sfida massacrante (con ventotto atleti al via e 15 ritiri), in cui il 57enne di Copertino ha dovuto fare i conti con le prime 48 ore flagellate dal maltempo, con temperature rigide (vicino allo zero nelle ore notturne) e vento e pioggia che hanno messo a dura prova la tempra degli atleti in gara, costringendo Della Pace a far ricorso all’assistenza sanitaria per curare le dolorosissime vesciche e una caviglia malandata. Il presidente della Podistica Copertino, però, non ha mai mollato, stringendo i denti e proseguendo verso la sua impresa, passo dopo passo, senza mai vacillare. Domenica sera, alle 21 italiane, l’arrivo a Sparta al cospetto della statua di Leonida, fiero sul suo piedistallo che pronuncia la celebre frase Molòn Molon-2labé (letteralmente “vieni a prendere”), la più classica espressione di sfida, pronunciata secondo Plutarco per la prima volta dal re di Sparta in risposta alla richiesta di consegnare le armi avanzata dal re persiano Serse durante la battaglia delle Termopili. Un bacio al piede dell’antico guerriero, come vuole la tradizione, e poi si torna indietro, con altri 245 chilometri da percorrere e una montagna da scalare, su sassi scivolosi e fra cespugli traditori in salita e in discesa, solo con la tua piccola lucina frontale. Un viaggio dentro una terra in cui tutto è eroico, mitico, leggendario. Ma soprattutto un viaggio dentro di sé, superando i propri limiti e le proprie paure, sfidando le leggi del corpo e della fisica, imparando come la mente sia capace di dominare il fisico.

L’Asa, giunta alla sua terza edizione, è molto più di una gara, è una sfida con se stessi, in cui la passione, la forza di volontà e la determinazione superano ogni immaginabile aspettativa, in cui si spinge il proprio corpo e la propria mente oltre i limiti del possibile. Alle spalle del presidente della Podistica Copertino una preparazione massacrante per preparare il fisico a limitare drasticamente le sue necessità fisiologiche, non ultimo il ritmo sonno-veglia che ha un ruolo quasi fondamentale. Ore, ore e ore di corsa, nelle diverse fasce orarie, dieta, palestra, stile di vita rigoroso, sono solo alcune sfaccettature che possono rendere l'idea di quanta disciplina, sacrificio, dedizione e determinazione ci debba essere dietro a sfide del genere. Una corsa epica, sulle orme di Fidippide, l’emerodromo (portatore di messaggi) inviato dal consiglio ateniese a richiedere l'aiuto degli spartani per combattere i persiani.

Una gara leggendaria che Dario ha percorso con il supporto di due straordinari amici, Gianni Muscella e Fernando Re, che lo hanno accompagnato offrendogli il supporto obbligatorio per regolamento e fissato a tappe prestabilite, a non meno di 7 chilometri di distanza Amici-2-2l'una dall'altra. Perché se non hai amici, miti, ricordi, mani da afferrare, storie da inventare, corpi da stringere e abbracciare, non ne vieni fuori, Non vinci, non arrivi alla meta. La corsa è urlo, silenzioso, dentro di te. Un urlo lungo 2500 anni. La corsa è una storia da copiare, come amanuensi della fatica. La corsa è il viaggio. Si fugge per arrivare. Per capire che alla fine non si è più gli stessi. Si corre, si cambia, si diventa. Ad accompagnarlo idealmente anche tutti gli amici della Podistica Copertino, che hanno sofferto e fatto il tifo per lui, e tanti podisti che con la sua impresa si sono emozionati e hanno sognato di attraversare la Grecia. Con le sue immagini Dario ha commosso ed entusiasmato, portando onore e gloria a tutto il Salento, come solo i grandi guerrieri sanno fare. Per lui i complimenti anche del sindaco di Copertino, Sandrina Schito: “Congratulazioni per la straordinaria impresa sportiva di Dario Della Pace. In attesa di un incontro ufficiale in municipio, tutta la città abbraccia, orgogliosa, il suo concittadino con emozione”. Grazie e onore a te Dario.


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