Δευτέρα, 30 Απριλίου 2018

Accadde oggi, 30 Aprile 311: fu Galerio e non l’ateo-santo Costantino, il primo a permettere il culto del Cristianesimo



Imperatore Galerio

Di ritorno da Costanza, dal Mar Nero e da Tomi (l’anno scorso cadeva il bimillenario della morte in esilio di Ovidio che osò scrivere, – e forse avere anche collusione carnale! – con la sorella dell’Imperatore Augusto che lo spinse a morire al di là dei confini dell’impero) mi persi, tornavo in macchina, tra Craiova, dove il Danubio, arginato appena da una diga, lì sembra un mare, e la Serbia e dopo poco scorsi un segnale che mi face dimenticare le fatiche del volante!

Daniele Vanni, 29 04 2018  

Ma non avrei mai pensato dopo due millenni, le invasioni di cento tribù barbare, dei Mongoli…di trovare la città di Galerio e di sua madre, la Felix Romuleiana come una Pompei, con ancora i resti delle frecce e dei frombolieri sotto le sue mura ad est, da cui venne Attila…!

Qui scopersi come le città romane del IV secolo, cioè di fine impero, anticipavano in maniera mirabile i castelli medioevali!!

Qui aveva scelto di farsi tumulare, incredibilmente ad est, esposto ai barbari che inseguivano il sole!! Galerio, figlio e genero di Diocleziano, assieme, e a non più di una trentina di metri dalla tomba monumentale della madre, che l’aveva partorito in quella direzione, a Sofia!! aveva deciso di essere divinizzato qui, su di una collina esposta agli “stranieri” come dire che lui, non romano, diveniva divinità come Tetrarca ed Imperatore, ma sentiva il richiamo di quelle steppe, dalle quali pure, cinque, sei, settemila anni prima erano venuti anche gli antenati dei Romani. Che molto più tardi si erano fusi con altre genti, greche ed anatoliche, che erano giunte in Italia questa volta via mare.

Qui, tra poco, parliamo di storia: non più di tre secoli, cominceranno ad arrivare gli Slavi, Cechi, Slovacchi, Russi, Croati, Montenegrini, Bosniaci, Sloveni…anche loro per scrivere la storia!

Ma intanto Galerio, (figlio di un contadiono e di Romula, pastore in gioventù, poi sposo di Valeria figlia di Diocleziano!) che è raffigurato con statue in porfido rosso trovate prorprio qui nella Felix Romuleiana, la storia l’aveva già scritta, prima di Costantino che, ateo e poco interessato di religione, dopo aver stermianto rivali e tutti i familiari concorrenziali, tanto che sua madre, veramente pia, a quanto ci tramandano, Elena, andò a Gerusalemme, un po’ per trovare le reliquie del Cristo un po’ per scappare da quell’orrore che aveva visto sterminare persino i suoi nipoti e figli di Costantino! Galerio, dicevamo, anticipa, la libertà religiosa dei Cristiani che di solito si fa assurgere al famoso editto di Milano del 313 dove non è che si ammette il cristianesimo come religione ufficiale, come comunemente si crede, cosa che avverrà almeno tra mezzo secolo, ma si dà libertà di culto.

In questo senso, proprio perché la Chiesa ha deciso di dare pubblicità agli eventi del “In hoc signo vinces” e tutti i miracoli connessi, che non hanno alcuna validità storica, se non che, Costantino (addirittura fatto santo dal Vaticano, allora insediatosi nella Basilica di S. Giovanni da lui munificamente elargita al Papa dei Cristiani!!) per consolidare il potere, decide di appoggiare, molto di più di quanto non faccia l’avversario, Massenzio,  sconfitto a Ponte Milvio e a Saxa Rubra là dove vanno a finire i pingui introiti del canone Rai!!


Ma quello che ci preme sottolineare, nel fatto del giorno di oggi, è che Galerio, assai meno noto di Costantino, con quelle sue statue gigantesche che ancora si vedono sul Campidoglio di Roma, promulga un editto a Serdica, proprio Sofia, capitale dei Traci, con il quale si concede perdono e libertà di culto ai cristiani, purché essi si mostrino rispettosi delle leggi.

Quasi tutte le persecuzioni, l’ultima di una certa importanza,  -ma furono tutte cose assai circoscritte e limitate, poi amplificate a dismisura dagli storici e agiografi cristiani, – l’ultima appunto fu quella celeberrima perché strombazzata per tutto il Medioevo dalla Chiesa che fece ben altre stragi di eretici ed oppositori! quella di Diocleziano, dal 303 al 305, estese più o meno la stessa libertà del ben più noto Editto di Milano.

Fino ad allora, i Romani non si erano e non lo avevano mai fatto, da pratici e razionali quali erano, di questioni dottrinali o religiose: loro volevano solo che ciascuno, al di là di credere in ciò che voleva e di rispettare gli dei che desiderava, obbedisse alle leggi dello stato romano! Per questo si chiedeva di sacrificare agli dei pagani! Non per una questione di fede puntigliosa, come faranno i Papa e la Chiesa cristiana! ma per avere cittadini fedeli a Roma!

L’Editto di Galerio, che opera in un impero ormai largamente cristiano, è di na liberalità e di un’apertura e modernità, sconosciuta alla Chiesa cattolica successiva!

In pratica, dà la libertà di credere in ciò che si vuole, purchè si sia veri cives romani e si capisca che da Oriente e da Nord sta per arrivare un “vento” che spazzerà via questa civiltà!!

Lo fa molto meglio e in forma molto più avanzata di Costantino, che si rifugia invece “in braccio” alla nuova fede che presto ingaggerà uno scontro titanico con quel nord laico e temporale che anche sul piano teologico, presenterà poi il conto con Lutero in Germania e con l’Anglicanesimo in Inghilterra!!


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