Τρίτη 29 Μαΐου 2018

Noi che ….. vogliamo ricordare la storia ai tedeschi

Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania


Torniamo indietro di 65 anni circa. E’ un freddo e ventoso giorno di febbraio, il 25 per l’esattezza, anno domini 1953. Londra. Le delegazioni dei paesi creditori sulla Germania (vedi foto sotto) si riuniscono per firmare un accordo nel quale viene cancellata con un colpo di spugna metà del debito pubblico estero tedesco. Una manovra enorme e complessa che sfiora l’immensa cifra di 15 miliardi di Deutschmarks (marco tedesco) su un totale di 30 miliardi.

29 maggio 2018 

Fra i paesi che accettano quell’imponente cancellazione ci sono gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Francia ed anche l’Italia di De Gasperi, quel tal “De Gasperi” tanto amato e citato dal Presidente Mattarella. C’erano fra gli altri la Spagna, il Belgio, la Danimarca, l’Irlanda. E poi c’era anche la Grecia, sì proprio la Grecia! Quella Grecia che all’unificazione delle due Germanie richiese indietro un indennizzo per le proprie imprese private e fu tacciata dall’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl.

Il debito pubblico tedesco risaliva a due periodi storici ben delimitati: gli anni successivi alla prima guerra mondiale, e poi quelli successivi alla seconda le cui guerre erano state scatenate dalla Germania stessa e perse entrambe! Circa la metà del debito derivava infatti dai prestiti che la Germania aveva dovuto richiedere durante gli anni del 1920,  ai tempi della Repubblica di Weimar, al fine di pagare i debiti stabiliti nel 1919 dal durissimo trattato di Versailles. Si trattava in altre parole del lascito delle colossali “riparazioni”, ovvero i danni di guerra imposti al paese dagli stati vincitori dopo la sconfitta patita dalla Germania nel primo conflitto mondiale.

L’altra metà del debito, ancora più sostanziosa, era invece legata alle enormi spese di ricostruzione che si erano rese necessarie a seguito della devastazione generata dalla seconda guerra mondiale. Gli Stati che presenziavano avevano accettato il taglio del 25% dei debiti che la Germania (sia del debito pubblico sia quello contratto dai privati e dalla società civile. Era una cifra gigantesca.

Dopo il 1953, anche altri paesi firmeranno il protocollo per dimezzare il debito tedesco: l’Egitto, l’Argentina e persino paesi africani come il Congo Belga (oggi Repubblica Democratica del Congo), la Cambogia, il Camerun, la Nuova Guinea, la Federazione di Rodesia e il Malawi, lo Zambia e lo Zimbabwe.

La delegazione germanica richiese agli altri paesi un approccio più “morbido” sulla questione, facendo leva sia sul fattore umanitario che su quello utilitaristico: con un dimezzamento del debito la ripresa economica tedesca sarebbe stata più rapida ed avrebbe consentito di saldare la parte residua del debito e dei suoi interessi in tempi molto più brevi. Dopo giorni di discussione le richieste della Germania, in grande spirito di solidarietà, furono accolte da tutti gli stati presenti.

Un atteggiamento che oggi mi pare frutto di scarsissima memoria storica, oltre che poco lungimirante.

Forse sarebbe il caso, e la Grecia per prima, che qualcuno trovasse finalmente il coraggio di dirlo ai tedeschi e  ricordare …. alla Merkel, al Fondo Economico Europeo, ai burocrati di Bruxelles, ai giornalisti dei quotidiani d’oltrealpi tedeschi e non, alle stime dell’Ocse, allo spread, a Mattarella stesso che i tedeschi non sono i più “bravi della classe” (forse i più “bulli”?!). Il Presidente Mattarella, presidente“tecnico” eletto da un governo non votato dai cittadini nel lontano 2015 al quarto scrutinio, dovrebbe rammentare! Ma è una lezione che sembra ormai dimenticata!

Laura Giulia D’Orso

Articolo in collaborazione con www.ticinonotizie.it


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