Τρίτη 22 Μαΐου 2018

Verso la maturità, i consigli per superare l'esame di greco: 'I participi scatenano il panico'

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E' una delle "bestie nere" per i maturandi di sempre, insieme al latino e alla matematica. I consigli della Prof per capire come superare brillantemente la versione di greco antico

Erika Bertossi, 22 maggio 2018

L'esame di maturità si avvicina, così come l'ansia della maggior parte degli studenti dell'ultimo anno, che la affronteranno ancora nella sua formula "tradizionale", prima della riforma che entrerà in vigore del 2019. Le date delle prove scritte sono ormai scritte a caratteri cubitali nei diari dei ragazzi: 20, 21, 25 giugno.

Fra le materie più temute c'è sempre lui, l'incubo del Liceo Classico: la lingua di Omero, il Greco antico

"L'esame di maturità può essere affrontato in molti modi. Tuttavia, difficilmente si riesce a farlo senza ansia. Ovviamente, aver acquisito una solida preparazione nel corso dei cinque anni che precedono questa prova, aiuta! Spesso però sono proprio i più preparati ad essere anche i più agitati...". Il commento Rachele Pierini, ricercatrice in filologia classica dell'Università di Bologna, che spiega punto per punto come affrontare al meglio la versione di Greco.

1. L'analisi logica: sembra banale ma non lo è

"Per la versione di greco, una cartina al tornasole semplicissima e di grande efficacia è lei: la cara, vecchia analisi logica. Se in greco è nominativo, in italiano sarà soggetto. Se è accusativo, sarà complemento oggetto; se c'è anche la preposizione, indicherà un'estensione. Sembra banale da dire, ma in realtà molti degli errori che correggiamo sono proprio di questa natura".

2. Usare bene il dizionario: attenzione ai significati dei verbi

"Ma la fitta allo stomaco vera arriva con la scelta dei significati. Cosa fare di fronte alla prateria delle sei colonne di dizionario che ci aspettano ogni volta che andiamo a cercare una parola? Di solito sono i verbi ad avere le più vaste aree di significato, mentre sostantivi e aggettivi hanno aree semantiche più ristrette. Quindi ricordate che l'italiano in una frase vuole l'ordine SVO (Soggetto, Verbo, Oggetto), ma non per questo dovete scegliere subito il significato del verbo. Prima capite cosa significano le altre parole, così restringete il campo delle possibilità di scelta. Poi, quando avete capito di cosa si sta parlando, a quel punto la scelta tra i vari significati diventa praticamente naturale".

3. Il "mostro mitologico" dei participi

"Parlando di verbi, non possiamo non menzionare quel mostro mitologico che sono i participi. Scatenano il panico come neanche il telefono con l'1% di batteria riesce a fare. La loro pessima fama è immeritata ma giustificata da una constatazione molto semplice".

"Il greco e l'italiano sono due lingue profondamente diverse"

"E finché tale diversità non verrà compresa, rimarranno sempre delle difficoltà che sembrano enormi. Se invece partiamo dal presupposto che sono diverse, ecco che la strada si spiana. Quello che voglio dire è che molto spesso ci si pone le domande sbagliate. Si è soliti sentirsi chiedere da uno studente "come si traduce il participio?" ma molto raramente ci viene domandato "cosa è il participio in greco?". Ogni lingua ha le proprie strutture, e alcune di esse possono presentare delle differenze tra una lingua e l'altra. In generale, in greco risulta difficile tutto quello che in italiano funziona diversamente. E i participi sono sempre nel podio di queste difficoltà, proprio perché in greco questa unica struttura ricopre funzioni che in italiano sono distribuite su varie strutture.

Ma attenzione! Resistete alla tentazione di chiedere "quali sono queste strutture in italiano?". Prima di arrivare a questa fase, occorre capire quali funzioni abbia in greco, occorre prima "capire il Greco". Fatto ciò, la traduzione diventa davvero una naturale conseguenza. È se ci si vuole accanire ad approcciare la questione da un punto di vista erroneo che non si può arrivare ad alcuna soluzione valida".

4. Gli errori più frequenti all'orale

"Anche all'orale ci sono errori che si riscontrano con una certa frequenza. Primo fra tutti è il fatto che la maggior parte degli studenti confonde il "preparare una versione" con "imparare a memoria la traduzione". Anche questo è un approccio sbagliatissimo. Dal punto di vista di uno studente, la cosa peggiore che gli può capitare è non ricordare il significato di una parola. Vi svelo un segreto: non fa niente! Se ci si affanna a imparare a memoria qualcosa, le probabilità di ricordarla sono davvero scarse. Piuttosto, sforzatevi di comprendere la versione! Ribadisco: la chiave è "capire il Greco". La grande maggioranza dei ragazzi prende la traduzione del testo che deve studiare, ripete all'infinito la traduzione italiana, e non degna nemmeno di uno sguardo il testo greco. Poi quando gli viene chiesto di analizzare il testo greco, si trova di fronte una cosa che vede per la prima volta in quel momento. Sembra assurdo ma la maggior parte fa così.

Prendete un testo già tradotto, ma usatelo per "capire il greco". Avete tutti gli strumenti per farlo! Di nuovo, tornate alle basi: cercate il nominativo e mettetelo come soggetto della vostra traduzione. Proseguite con il verbo e con i complementi che regge, poi traducete gli altri. E anche per quanto riguarda i significati, non complicatevi inutilmente la vita da soli! Optate per i significati base, che poi a raffinare la resa fate sempre in tempo! Ma soprattutto, puntate su parole che vi richiamino il termine greco. Il lessico italiano ha una larghissima base greca e latina, e sono davvero poche le parole che la nostra lingua non ereditato. Provateci e mi ringrazierete!

Anche nelle domande di letteratura, abbandonate l'approccio mnemonico. Sì, contestualizzare un autore nel periodo storico è importante, ma la data precisa di nascita è un dato che raramente getta luce sui motivi che hanno reso importante un autore. Diverso è il discorso per le opere, sopratutto del teatro greco: le tragedie e le commedie erano infatti spesso legate e occasioni specifiche e la data diventa importante perché, da sola, ci dà informazioni preziose sui contenuti profondi dell'opera stessa. Ma più spesso le cose davvero importanti su cui concentrarsi sono altre. Dimenticate i dettagli sterili e fini a se stessi e andate dritti alla sostanza: cosa c'è di nuovo in questo autore, che importanza ha avuto nella sua epoca e nel corso della storia, a chi si è ispirato e chi ha ispirato, come è stato recepito il suo messaggio allora e come viene recepito oggi. Le cose da dire sono tante, non limitatevi a ripetere a pappagallo quello che avete letto. Che sappiate leggere lo diamo per scontato, fateci vedere cos'altro sapete fare! E a proposito di questo: personalizzate quello che dite. Aggiungete qualcosa di vostro su un autore: se vi ha ispirato, se vi ha fatto riflettere, se ha ampliato i vostri orizzonti. Purché seriamente argomentata, va bene qualunque cosa: anche che vi ha disgustato. Non è che siccome sono antichi vanno per forza venerati!"

Ecco la magia anti-ansia

"Quindi riassumendo: "capire il Greco", semplificarsi la vita con l'analisi logica e con la restrizione delle aree semantiche, andare dritti al cuore della questione e aggiungerci un pezzo del vostro di cuore. Fare tutto questo con costanza e disciplina, perché in gara (= esame) la medaglia si ritira, è in allenamento che si vince. Se fate tutto questo, l'ansia vi viene lo stesso. Garantito! Però a quel punto voi la guardate dritto negli occhi e, come Harry Potter, gli fate l'incantesimo "Ridiculus", così vi appare Piton vestito da vecchia zia. E già che ci siete, vi ricordate che prima di Harry Potter, la Rowling ha fatto greco. E quando si sopravvive al greco il resto è in discesa. Ragazzi, in bocca al lupo!


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