Παρασκευή 5 Οκτωβρίου 2018

Speciale difesa: Grecia, ministro Kammenos dopo ministeriale Nato, siamo “oasi” di stabilità nel Mediterraneo e Balcani

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Atene, 05 ott 15:15 - (Agenzia Nova) - La Grecia sta diventando “un'oasi di stabilità” nel Mediterraneo e in tutta la regione dei Balcani. Lo ha affermato il ministro della Difesa greco, Panos Kammenos in una dichiarazione, ripresa dall’agenzia di stampa “Ana-Mpa”. 

Kammenos ha partecipato alla ministeriale difesa della Nato a Bruxelles conclusa ieri. L'incontro è stato incentrato sul futuro dell'alleanza e in particolare sulle risposte degli Stati membri all'impegno della spesa del due per cento del loro Pil da destinare alla difesa. “C'è stata un'ampia discussione sul futuro dell'Alleanza. La Grecia è uno dei paesi che ha soddistatto tutti i prerequisiti richiesti dal'Alleanza”, ha affermato Kammenos. Secondo il ministro della Difesa di Atene, "con le nuove opportunità offerte a molte regioni greche, con il loro sviluppo delle Forze dell'alleanza nelle aree di Volo, Larissa e presto nel centro di addestramento aereo a Calamata, così come ad Alessandropoli, la Grecia sta diventando un'oasi di stabilità nel Mediterraneo e in tutta le regione dei Balcani”. A margine dell'incontro, Kammenos con la sua controparte turca Hulusi Akar.

Nel contesto delle difficili relazioni tra Grecia e Turchia, si è andato a inscrivere l'incontro tra il primo ministro greco Alexis Tsipras con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, a margine della 73ma Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Secondo fonti governative citate dai media ellenici, le prospettive di un miglioramento delle relazioni greco-turche saranno adesso “evidenti” dopo l’incontro durato un’ora alla fine di settembre. Al centro dei colloqui, le relazioni bilaterali, la situazione nell'Egeo, la questione cipriota, l'accordo Ue-Turchia e le relazioni euro-turche, nonché gli sviluppi in tutta la regione. A partecipare per la parte greca erano presenti anche il ministro degli Esteri Nikos Kotzias e il ministro per la Politica digitale Nikos Pappas.

Inoltre secondo quanto trapelato dal governo di Atene, Erdogan ha invitato Tsipras a visitare Istanbul per una visita ufficiale, ma non è stata fissata alcuna data. Secondo quanto riferito allora dalle fonti, sarebbe necessaria una riduzione delle tensioni nella regione tra i due paesi, un contatto diretto e costante tra le due parti a tutti i livelli e che le misure di rafforzamento della fiducia debbano essere rimesse in vigore. È stata discussa anche la possibilità di avviare un collegamento marittimo tra Salonicco e Smirne, concordando che dovrebbe essere pronta entro la prossima estate, se possibile. Inoltre, i due leader hanno discusso delle modalità utili al rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza, mentre Tsipras ha sottolineato la necessità di arginare il flusso di migranti dal paese vicino, obiettivo che potrebbe essere raggiunto attraverso la piena attuazione dell'accordo tra Turchia e Ue.

Per quanto riguarda la questione cipriota, le due parti hanno convenuto che i colloqui di riunificazione debbano riprendere. Nonostante ciò, la stampa di Atene rileva una differenza nell'interpretazione del quadro stabilito dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, durante l’ultimo round negoziale nella località svizzera di Crans-Montana nel 2017, quando i negoziati si conclusero con un nulla di fatto. Ankara ha riservato aree che includono i blocchi 4, 5 e 6 della Zona economica esclusiva di Cipro (Zee) per condurre a partire da domani esercitazioni. La mossa coincide con l'intensificazione dei colloqui avviati dal nuovo inviato dell’Onu per la questione cipriota, Jane Holl Lute, e l'imminente trivellazione delle compagnie energetiche statunitensi e francesi al largo delle coste dell'isola.

Intervenuto nei giorni scorsi sui rapporti tra Grecia e Turchia, il presidente greco, Prokopios Pavlopoulos, ha affermato che la storia "non serve a dividerci ma ci insegna il valore della pace e della coesistenza". Questo il messaggio inviato alla Turchia da Pavlopoulos, nel suo intervento alla cerimonia per commemorare il 197mo anniversario della presa di Tripoli, località nel Peloponneso, durante la guerra d'indipendenza dall'Impero ottomano. "Noi greci abbiamo sempre teso una mano di amicizia e buon vicinato, così come di pacifica coesistenza con la Turchia, e in favore delle sue prospettive europee", ha dichiarato il capo dello Stato. Secondo Pavlopoulos, tuttavia, "una condizione per questo è il completo e sincero rispetto della totalità degli accordi internazionali ed europei". In particolare, ha sottolineato, la Turchia dovrebbe rispettare pienamente i confini della Grecia "che sono anche i confini dell'Ue".

Il ministro degli Esteri greco Nikos Kotzias ha dichiarato a inizio settembre, al termine della cerimonia di ristrutturazione del consolato greco a Smirne, di avere parlato con l’omologo turco Mevlut Cavusoglu delle relazioni tra i due paesi che devono essere “più produttive”. Kotzias ha sottolineato che l'inaugurazione è stata un evento “felice” per la diplomazia greca. "Nonostante i problemi esistenti tra i due paesi, abbiamo trovato con Cavusoglu un percorso di cooperazione, relazioni amichevoli e azioni comuni, laddove possibile", ha osservato Kotzias. "Oggi i nostri due paesi sono guidati da due grandi personalità e leader, che sulla base del diritto internazionale possono risolvere qualsiasi problema in sospeso per un futuro comune, con stabilità nella regione, per una Turchia stabile e in crescita e una Grecia stabile e in crescita", ha aggiunto Kotzias.

Da parte sua, Cavusoglu ha espresso la propria “soddisfazione” nel prendere parte all'inaugurazione, sottolineando che la Grecia e la Turchia sono “due paesi uniti dalla loro storia e dalla loro geografia”. Il ministro turco ha poi ribadito l'importanza del dialogo e della cooperazione, osservando che questi aspetti devono essere il fondamento delle relazioni tra i due paesi. Riferendosi alla visita del presidente turco in Grecia nel 2017, Cavusoglu ha rimarcato che la visita ha segnato una “nuova fase” nelle relazioni bilaterali, visto che è stata la prima di un presidente turco nel paese ellenico in 65 anni.


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