Un incendio doloso è stato appiccato nell'abitazione del capo degli arbitri greci,Iorgos Bikas: il risultato è, grazie ai folli facinorosi, il blocco del campionato di calcio con conseguente paralisi di diritti tv, sponsorizzazioni e circuito sportivo e commerciale inerente. Il campionato era già stato rinviato dal 20 agosto al 9 settembre ma ieri è stato interrotto di nuovo.
Il settore sconta non soltanto gravissimi episodi di violenza gratuita, ma anche una serie di cambiamenti, come il valzer di nomine in seno a tutti gli organi del calcio ellenico, come i settori arbitrali, della procura sportiva, dell'antidoping. La domanda adesso è: chi pagherà i danni di varia natura a società, media, aziende e calciatori?
Il settore già è in acutissima crisi, con gloriose società che non si sono potute iscrivere ai campionati per colpa di debiti che nessuno ha pensato, non di sanare visti i tempi di magra per tutti i cittadini, ma quantomeno di dilazionare o armonizzare, per non far perdere un capitale, sportivo e commerciale.
Lecito chiedersi: cosa accadrà ad un paese già zavorrato da mille problemi, sociali ed economici, a cui si toglie forse l'unico diversivo/divertimento rimasto (il calcio)?
Fonte: Mondo Greco

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