Πέμπτη 14 Μαΐου 2015

Grecia, scontro Syriza-Chiesa sulle reliquie di Santa Barbara

Il portavoce parlamentare del partito contro la processione delle spoglie della Beata (in arrivo da Venezia) in un ospedale di Atene: "Messaggio sbagliato, a guarire è la medicina e non la fede". L'arcivescovo Ieronimos: "No ai toni da sinistra anti-clericale, prenda esempio da Tsipras che ci rispetta" .

Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi. L’eterno scontro tra scienza e fede e le reliquie di Santa Barbarariaprono antiche ferite nel rapporto tra Syriza e la Chiesa ortodossa. Il barometro delle relazioni tra il Governo di Alexis Tsipras e il clero ellenico, fino a ieri, sembrava bloccato sul bello fisso. L’Arcivescovo Ieronimos si era un po’ preoccupato quando il premier – per la prima volta nella storia del paese - aveva deciso di prestare giuramento come presidente del Consiglio in forma laica. Le cose però si erano aggiustate subito: il nuovo esecutivo ha continuato a pagare regolarmente gli stipendi ai preti e non ha toccato i privilegi fiscali per gli immobili ecclesiastici, mai messi in discussione nelle trattative con la ex-Troika. E a sancire la santa (e strana) alleanza tra la sinistra radicale e i vertici ortodossi è arrivata la disponibilità di Ieronimos ad usare il patrimonio della Chiesa per ridurre il debito di Atene.
 
A mandare in frantumi l’idillio sono arrivate  le spoglie della martire Barbara, una delle sante più venerate nel paese. I resti umani della beata sono atterrati ad Atene due giorni fa da Venezia – dove riposano da oltre un millennio - grazie a un “prestito” di Santa Romana Chiesa. E prima di essere sistemate per un paio di settimane in una basilica di Peristeri per la venerazione dei fedeli, sono state portate in una processione improvvisata tra le corsie dell’ospedale di Aghios Savvas per portare conforto ai malati.
 
La trasferta sanitaria delle reliquie non è andata giù a Nikos Filis, responsabile del gruppo parlamentare di Syriza: “E’ un grave errore trasmettere alla gente il messaggio che la medicina può essere sostituita – ha tuonato -. Dà un messaggio sbagliato ai pazienti, è una forma di populismo che ci allontana dalla scienza”. Ieronimos non l’ha presa troppo bene: “E’ un errore rispolverare il vecchio anti-clericalismo della sinistra – ha risposto il suo portavoce -. Filis impari da Tsipras che ha dimostrato molto più rispetto per i sentimenti religiosi dei greci”. Chiusa qui, pare. Syriza, in questo momento, ha troppe gatte da pelare per permettersi pure uno scontro con la Chiesa. Meglio non inimicarsi

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