Κυριακή 14 Φεβρουαρίου 2021

Petpounias, E. La pronuncia delle parole «greche» in italiano: Regole di corrispondenza.

 


Uno dei casi più persistenti di interferenza nell'apprendimento della pronuncia di una lingua straniera è costituito da parole (nomi comuni o toponimi) che esistono in ambedue le lingue, quella dell'apprendente (L1) e la lingua bersaglio (L2).

Queste parole possono essere prestiti dalla L1 alla L2 o viceversa, o anche prestiti comuni da una terza lingua. Mi limiteró a citare qualche esempio.

Non è facile per un greco cambiare la pronuncia di parole che conosce nella propria lingua, come φάτσα [fátsa], μπάνιο [báɲo], e pronunciare faccia [fátt∫a], bagno [báɲɲo], come nella lingua-fonte, cioè la lingua della loro provenienza, o pronunciare il nome della città greca Θεσσαλονίκη o Σαλονίκη come Salonicco, con una doppia [kk]. Tali prestiti tra il greco moderno e l'italiano non sono numerosi. Poichè la maggior parte delle parole italiane in greco è pervenuta tramite il veneziano, lo studente greco non riconosce sempre la loro forma nell'italiano comune di oggi, per cui i casi di interferenza sono meno frequenti.

Casi di questo genere sono ben noti dai principi generali della glottodidattica e non verrano trattati nella presente relazione.

0.1. Il caso degli internazionalismi.

La difficoltà puó essere maggiore per un greco che apprende una lingua straniera, perchè in quest'ultima ricorrono internazionalismi aventi una base lessicale greco-antica o formazioni ibride derivanti dal greco e dal latino. Gli apprendenti di madre lingua greca credono di riconoscere in tali forme delle parole greche e, di conseguenza, adottano una pronuncia simile a quella della propria lingua. Tali internazionalismi su base greca e/o latina ammontano ad alcuni milioni e, benchè la loro origine è di solito nei linguaggi settoriali, molti di essi entrano a far parte della lingua comune.

1. Provenienza dei grecismi nelle lingue moderne.

Le parole di origine greca antica sono pervenute nelle lingue moderne in tre modi diversi. (1, 2) Sono entrate già in età antica nel latino, adattandosi alle sue regole fonologiche e morfologiche, e tramite il latino sono state introdotte nelle lingue moderne. La base fonetica dei prestiti greci, sia delle parole già esistenti in greco classico sia di nuove formazioni dell'età ellenistica, è la pronuncia del greco ellenistico e non quella dell'età classica.

1.1. Greco «classico» > latino:

ἀθλητής > athleta, ἱππόδρομος > hippodromos; ἐπιληψία > epilepsia; φιλοσοφία > philosophia, διαλεκτική ῾metodo filosofico᾿ > dialectica; μουσική > musica, γραμματική > grammatica; ἱστορία > historia; γεωμετρία > geometria, ἀριθμητική > arithmetica; κυβερνῶ ῾governare una nave᾿ > gubernare; στρατηγία ῾ufficio di generale᾿ > strategia.

1.2 Greco ellenistico > latino:

γεωγραφία > geographia, ἀστρονομία > astronomia, ἀστρολογία > astrologia (in greco classico: ῾astronomia᾿); il classico greco θεολογία ha acquistato un significato particolare sviluppandosi in latino nella forma theologia; ἱεραρχία (dal greco medievale come termine ecclesiastico) > italiano gerarchia.

(3) Sono entrate direttamente dal greco antico nelle lingue moderne, adeguandosi più o meno al modello già stabilito in latino. Si noti peró che queste parole fino a un certo punto portano l'influsso della pronuncia del greco antico cosidetta "erasmiana" (vedi sotto No 10).

1.3 Direttamente dal greco antico senza la mediazione del latino:

ἐρωτικός > erotico, ἀριστοκρατία, δημοκρατία, πολιτική > aristocrazia, democrazia, politica.

1.4 Nuove formazioni.

Tali parole sono state create in età moderna come internazionalismi su base greca o latina, o anche come ibridi formati da elementi lessicali delle due lingue. Anche queste parole nella loro pronuncia seguono di solito il modello latino, benchè morfologicamente e semanticamente possano differire in modo considerevole da una possibile forma antica. Vedi esempi sotto 2.3.

Queste parole hanno cominciato ad essere presenti in gran numero nelle lingue europee durante il Rinascimento. Dal Rinascimento fino ad oggi la lingua italiana si è sviluppata meno rapidamente rispetto al francese e ancor meno rispetto all'inglese, con la conseguenza che la corrispondenza tra la forma originaria e la forma odierna di tali parole è più immediata nell'italiano che non in inglese (cfr. anche Petrounias 1990.) Per questo motivo è più facile specificare regole di corrispondenza per l'italiano che non per l'inglese.

La maggior parte di queste parole non sono conformi alle regole morfologiche e semantiche delle due lingue «classiche», visto che sono state create per servire alle necessità del mondo moderno e non come esercizio in filologia classica. (Vedi anche Benveniste 1966.) In tale maniera si è formato quello che ho chiamato altrove "greco internazionale", e che ovviamente sarebbe ingenuo e ingannevole definire semplicemente come «greco». (Petrounias 1996.)

In questa relazione verranno esaminati insieme, internazionalismi di formazione recente con prestiti di parole intere dal greco antico.

2. Provenienza delle parole apparentate in greco moderno.

In greco moderno gli elementi lessicali corrispondenti possono avere origine da tre fonti diverse: 1) Parole "ereditate" dal greco antico che si conformano alla lingua popolare e che, come tali, hanno seguito lo sviluppo morfologico e fonologico della lingua. 2) Prestiti dotti dal greco antico. 3) Prestiti dotti dalle lingue moderne su base greca antica o come ibridi dal greco e dal latino. Questi ultimi vengono di solito tradotti e appaiono come calchi. Nel secondo e terzo caso la fonologia puó divergere da quella delle voci di origine popolare.

Esempi:

2.1 Dal greco antico per sviluppo popolare:

μουσική > μουσική, ἀνδρο- > αντρο- (nonostante la grafia diversa, in questo caso la pronuncia rimane la stessa come in greco antico), πολυ- > πολυ-.

2.2 Prestiti dotti dal greco antico:

ἀνδρο- > ανδρο- (nonostante la grafia simile, in questo caso la pronun­cia è diversa da quella in greco antico), πολυ- > πολυ-.

Si noti p.es. la diversità tra αντρο- e ανδρο-, e i loro derivati, secondo l'origine popolare e, rispettivamente, dotta della parola. Nel secondo caso, ανδρο-, si puó osservare anche un esempio di "pronuncia ortografica".

2.3 Prestiti dotti dalle lingue moderne.

(Le voci sono presentate nella loro forma francese, poichè la maggior parte di esse è pervenuta in greco tramite questa lingua.)

acoustique, cardiologie, diachronie, écologie (prima in tedesco), électricité, kilomètre, magnétisme, mélodrame, néolithique, néoplasme, orthopédie, paléontologie, pédiatrie, psychologie, synchronie, télégramme, téléphone, téléscope, thermomètre, uranium, utopie (formato in neolatino dall'inglese Thomas More) > ακουστική, καρδιολογία, διαχρονία, οικολογία, ηλεκτρισμός, χιλιόμετρο, μαγνητισμός, μελόδραμα, νεολιθικός, νεόπλασμα, ορθοπαιδεία/ορθοπαι(ε)δική, παλαιοντολογία, παιδιατρική, ψυχολογία, συγχρονία, τηλεγράφημα, τηλέφωνο, τηλεσκόπιο, θερμόμετρο, ουράνιο, ουτοπία.

2.4 In traduzione (calchi o semicalchi):

κοινωνιολογία < sociologie, πολυβιταμίνες, πολυμέσα < ingl. multivitamines, multimedia.

Questo che ho già chiamato "greco internazionale" si incontra oggi con il greco moderno, visto che un gran numero di internazionalismi viene a far parte di quest'ultimo, a volta modificando le sue regole morfologiche e semantiche. (Petrounias 1996, 1998a, 1998b, 2000.)

3. Cause delle divergenze tra il greco e l'italiano.

Le differenze nella pronuncia di queste parole sono causate da tre fattori: 1) Le regole morfofonologiche del latino. 2) Il differente sviluppo fonologico delle lingue in questione, sviluppo che in greco acquista forma diversa tra parole di origine popolare e parole di origine dotta; benchè alcune pronuncie dotte si incontrano anche in una lingua come l'italiano. 3) Le differenti convenzioni che prevalgono nella grafia delle lingue europee.

Puó accadere che una parola greca sia entrata in italiano tramite un'altra lin­gua. Tale è p.es. il caso della parola pratico < francese pratique < greco antico πρακτικός. Alla trafila indiretta di questa parola è dovuta la singola [t], mentre di solito il nesso consonantico greco [kt] da in italiano una doppia [tt]: vedi più avanti al numero 8.4.

4. Riconoscibilità.

Presupposto necessario per il contrasto è che lo studente possa riconoscere la relazione che esiste tra la parola presente in L2 e la parola corrispondente nella propria lingua. Una conseguenza fondamentale di questo presupposto è che non tutti i vecchi prestiti, passati in latino durante l'epoca greco-romana e in seguito penetrati in italiano per trafila popolare, possono costituire l'oggetto di questa relazione: molti di essi, essendo sottoposti a numerosi sviluppi fonologici e morfologici, non vengono riconosciuti da parte dello studente greco come parole «greche», soprattutto se hanno subito modificazioni semantiche. Per esempio, nell'ambito della presente relazione non ci interessano parole come chiesa < ἐκκλησία, chierico < κληρικός, perchè l'obiettivo non è di basare l'insegnamento su un approccio etimologico. Ci interessa peró un vecchio prestito come idolo < εἴδωλον, perchè facilmente riconoscibile, o la parola ecclesiastico, prestito ovviamente più recente dal greco ellenistico ἐκκλησιαστικός, perchè la corrispondenza tra i due termini è evidente.

In alcuni casi non è facile prevedere quando una parola di origine greca, che ha subito una notevole modificazione, puó essere sentita come tale dallo studente, come è il caso del prestito più tardo, il medievale ιεραρχία > gerarchia, o il nome Πασχάλης > Pasquale. Fino adesso non è stata effettuata una ricerca particolare con lo scopo di indicare quali parole corrispondenti sono riconoscibili e quali no. La tesi di dottorato di E. Kasapi-Zontanou (1997), che esamina falsi presupposti da parte di studenti greci su termini scientifici, potrebbe essere utilizzata come base per una ricerca in questo settore specifico.

5. Non si tratta di uno studio morfologico o semantico.

Molte parole presentano dei problemi di ordine semantico e morfologico. La mediazione del latino e lo sviluppo morfologico dal latino all'italiano sono responsabili dei cambiamenti delle desinenze delle parole e in particolare dei suffissi.

p .es. πανάκεια > panacea, γυναικεῖον > gineceoΣωκράτης > Socrate, ΠλάτωνPlatone (e in greco modernoΠλάτωνας). Vedi più avanti sotto No 9.3.

Anche per quanto riguarda la semantica, si puó constatare che le necessità della cultura moderna, ma anche casi di sviluppo diverso, sono responsabili delle rilevanti modificazioni di significato; p.es. androgino ῾ermafrodito᾿ - greco mod. αντρόγυνο ῾coppia sposata᾿, gineceo ῾parte interna della casa greca antica riservata alle donne᾿ - greco mod. γυναικείο ῾che conviene a una donna᾿. Di questo mi sono già occupato in altra sede (Petrounias 1998a), pertanto diversità morfologiche e semantiche non verranno trattate in questa relazione.

6. Base del confronto: l'ortografia.

Un confronto tra lo sviluppo del greco, da un lato, e del latino e dell'italiano, dall'altro, che tiene conto anche del modo diverso in cui si pronuncia oggi il greco antico in Italia e in Grecia, permette di stabilire delle regole di corrispondenza della pronuncia tra greco moderno e italiano valide per tali elementi lessicali.

Poichè il greco moderno usa un'ortografia storica, è possibile rinvenire in essa i riflessi di stati fonologici della lingua più antichi. Le regole di corrispondenza potranno quindi essere formulate su base ortografica. É un dato di fatto che l'ortografia è un problema per i greci, ma per i nostri fini questo difetto si puó rivelare utile, e ci consente di specificare le regole di corrispondenza su base ortografica. In questo contesto si dovrà tener con­to anche di alcune divergenze tra la grafia greca antica e quella latina. Si deve anche tener conto del fatto che, come già detto prima, la forma latina dei prestiti dal greco antico si basa sulla pronuncia dell'età ellenistica, mentre in greco moderno si usa una grafia che assomiglia a quella dell'età classica. Tuttavia, per avere un valore pratico, le regole dovranno essere formulate su base sincronica.

Le parole greche antiche verranno scritte qui come di solito nelle edizioni degli autori antichi e non come si scriveva nell'antichità classica; p.es. in lettere maiuscole.

É da notare che la grafia dell'italiano è più semplice della grafia del greco moderno, come si puó facilmente constatare da un confronto tra i dati di Camilli 1965 e rispettivamente di Πετρούνιας 1984, pp. 517-533.

6.a L'algoritmo per il contrasto.

L'algoritmo per la determinazione delle regole di corrispondenza terrà conto della fonologia latina, del modo in cui si pronuncia il greco antico in età moderna in ambedue i paesi (Grecia e Italia), dello sviluppo della fonologia italiana in questi ultimi secoli, dello sviluppo della fonologia popolare greca, delle differenze fonologiche del linguaggio dotto, delle convenzioni ortografiche nelle due lingue, e di qualche divergenza tra l'alfabeto greco e quello latino. Ma il prodotto finale dovrà essere espresso in regole sincroniche, giacchè gli studenti non mostrano sempre un interesse particolare per i complicati problemi di linguistica storica.

7. Le vocali.

Per quanto riguarda le vocali si puó osservare che lo sviluppo dal greco antico al greco moderno e dal latino all'italiano presenta una notevole similarità nella riduzione dei suoni vocalici, sia nei confronti delle vocali che dei dittonghi ("monottoganzione" dei dittonghi). Questo sviluppo è più drastico per il greco rispetto all'italiano, ma i risultati sono simili. La distinzione in sette vocali che alcune varietà dell'italiano possiedono non è rilevante in questo contesto.

7.1 Sviluppo delle vocali e dei dittonghi: In ordine fonologico.

greco anticogreco modernoitalianoesempi 
suonografiasuonografiasuonografiagreco anticoitaliano
iιiιiiκρίσιςcrisi
i:ιiιiiμισογύνηςmisogine
e:ειiειiiεἰκοσάεδρονicosaedro
eεeεeeπερίοδοςperiodo
ε:ηiηeeδημοκρατίαdemocrazia
yυiυiiλυρικόςlirico
y:υiυiiμυθολογίαmitologia
u:ουuουuuοἰκουμενικόςecumenico
o:ουuουuuΟὐρανόςUrano
oο οooμονογαμίαmonogamia
ɔ:ω ωooραora
aαaαaaπαθολογικόνpatologia
a:αaαaaπρακτικόςpratico
̯ειiειiiεἴδωλονidolo
̯οιiοιeeοἰκουμενικόςecumenico
̯αιeαιeeφαινόμενονfenomeno
ɔ:ι̯oωeeτραγδίαtragedia
a:ι̯aαae̙δηςAde
oʊ̯ουuουuuακουστικόςacustico
eʊ̯ευef/evευeʊ̯euεὐχαριστία
Eὐρώπη
eucaristia
Europa
aʊ̯αυaf/avαυaʊ̯auταυτολογίαtautologia
      αυρος-sauro

Esito di [i, i:, y] in posizione prevocalica: in parole di origine popolare: all'inizio di parola e dopo una cons.(onante) sonora: [ʝ], dopo una cons. sorda: [ç]; p.es. di origine popolare: άδεια [áðja] ῾vuota᾿, di origine dotta: άδεια [áðia] / [áðja] ῾licenza᾿. Gli stessi suoni con [n] o [l] ® [ɲ] [ʎ] (palatalizzazione); p. es. di origine popolare: ήλιος [iʎos] ῾sole᾿, ηλιοκεντρικό [iliocendrikó] ῾eliocentrico᾿.

Notevoli divergenze rispetto alla pronuncia attuale sono costituite dai dittonghi [oι] [ɔ:ι] <οι, ω>, perchè parole con essi erano entrate in latino prima della monottongazione: ecumennico, tragedia.

Benchè durante il periodo ellenistico i suoni vocalici [oι̯] e [y] abbiano avuto lo stesso sviluppo, cioè tutti e due sono diventati [y], il loro esito in italiano è diverso, perchè parole che contenevano il dittongo sono entrati in latino in età più antica: ecumenico, lirico.

In alcuni casi l'accento tonico ha causato lo sviluppo di una semivocale: σχολή > lat. scóla (vedi 9, 9.3) > ital. scuola.

7.2 Equivalenza delle vocali sulla base della grafia: In ordine alfabetico.

7.2.1 Lettere singole.

Il primo esempio di ogni coppia rappresenta una parole già greca antica; il secondo rappresenta una creazione delle lingue moderne.

greco modernoitalianoesempi
grafiasuonografiasuonogreco mod.italiano
<α>[a]<a>[a]πανάκεια
πανθεϊσμός
panacea
panteismo
<ε>[e]<e>[e]περίοδος
τελεολογία
periodo
teleologia
<η>[i]<e>[e]δημοκρατία
ηλιο-
democrazia
elio-
<ι>[i]<i>[i]κρίση
ρινίτιδα
crisi
rinite
<ο>[o]<o>[o]μονογαμία
δισκοθήκη
monogamia
discoteca
<υ>[i]<i>[i]λυρικός
πυρομανία
lirico
piromania
<ω>[o]<o>[o]

ma:
ώρα
ωράριο
τραγωδία
ora
orario
tragedia

ι (anche η, υ, e i digrammi (vedi sotto) ει, οι) in posizione prevocalica: in pa­role di origine popolare [ʝ, ç] vs. dotta [i]/[j]: vedi sopra 7.1; p.es. γιατρός, ποιός, ήλιος, εννιά vs. δημοκρατία, διαθερμία, υάκινθος.

In italiano la situazione è simile: giacinto vs. democrazia, diatermia.

Non si incontrano le grafie ᾳ ῃ ῳ, cioè lo "iota sottoscritto" non viene più usato. Questo non è un fatto degno di rilievo, dato che gli antichi dittonghi rappresentati da tali grafie, ad eccezione di ῳ, erano coincisi con altri suoni in una fase anteriore alla formazione del modello di prestito in età ellenistica. Anche la grafia υι non è importante, perchè è rarissima.

7.2.2 Digrammi vocalici.

Il primo esempio di ogni coppia rappresenta una parola già greca antica; il secondo rappresenta una creazione delle lingue moderne.

greco modernoitalianoesempi
grafiasuonografiasuonogreco mod.italiano
<αι>[e]<e>[e]φαινόμενο
παλαιολιθικός
fenomeno
paleolitico
<ει>[i]<i>[i]είδωλο
δεινόσαυρος
idolo
dinosuaro
<αυ>[af/av]<au>[aʊ̯]ταυτολογία
αυτιστικός
tautologia
autistico
    κένταυρος
δεινόσαυρος
centauro
dinosauro
<ευ>[ef/ev]<eu>[eʊ̯]ευχαριστία
προπαιδευτικός
eucaristia
propedeutico
    ρώπη
ρωκράτης
Europa
Eurocrate
<οι>[i]<e>[e]οικονομία
οικολογία
economia
ecologia
<ου>[u]<u>[u]οικουμενικός
ουράνιο
ecumenico
uranio

Cioè, combinazioni V+C provenienti dai dittonghi αυ, ευ sono diventati in greco moderno: prima di consonante sorda V+[f], prima di consonante sonora V+[v].

8. Le consonanti.

Per quanto riguarda le consonanti, si puó constatare che le doppie, eccetto i dialetti del sud est, come di Rodi o di Cipro, sono diventate singole in greco, ma sono rimaste doppie in italiano.

Le consonanti velari in entrambe le lingue hanno subito uno sviluppo parallelo di palatalizzazione davanti a una vocale palatale, p.es. [ki] ® [ci], in italiano peró sono diventate alveopalatali; p.es. [ki] ®[t∫i].

La consonante [h], che esisteva in ambedue le lingue classiche (lo «spirito aspro», la δασεῖα dei grecisti), è caduta sia in greco che nel precursore dell'italiano, cosichè oggi non cosituisce un problema per il discente greco che impara l'italiano o viceversa.

Le aspirate [ph th kh] (grafia <φ θ χ>), che non esistevano in latino e nem­meno in italiano, sono coincise in italiano con le consonanti equivalenti non aspirate [p t k], mentre in greco, già nell'età ellenistica, erano diventate delle continue (fricative) [f θ x]. Anche le occlusive [b d g], con l'eccezione di una posizione postnasale ([md nd ŋɡ]), erano diventate delle fricative [v ð ɣ].

8.1 Sviluppo delle consonanti: In ordine fonologico.

greco ant.greco mod.italianoesempi
suonografiasuonografiasuonografiagreco ant.italiano
[p]π,ππ[p]π, ππ[p]pποτείνουσαipotenusa
[b]β[v]β[b]bβράγχιαbranchia
ma dopo C nas.:
se origine dotta:
se origine pop.:

[v]
[b]

β
μπ
[b]
b

μβων
κόμβος
ambone
[ph]φ[f]φ[f]fφιλοσοφίαfilosofia
[t]τ, ττ[t]τ, ττ[t]tμεταφοράmetafora
[tía]#τία[tía]τία[tsía]ziaδημοκρατίαdemocrazia
[d]δ[ð]δ[d]dΔωδώνηDodona
ma dopo C nas.:
se origine dotta:
se origine pop.:

[ð]
[d]

δ
ντ

[d]
[d]

d
d

Ἀλεξάνδρεια
Ἀλέξαντρος

Alessandria
Alessandro
[k]*κ, κκ[k]κ, κκ[k]cεἰκώνicona
ma prima di [i, e]:[c] [t∫]cκυκλικόςciclico
[g]*γ[ɣ]γ[g]gγάγγλιονganglio
ma prima di [i, e]:
se doppia:
[ʝ]
[g, ɟ]
γ
γγ
[ʤ]
[ɲg]
g
ng
γῦρος
γάγγλιον
giro
ganglio
[kh]*χ[x]χ[k]kἠχώeco
ma prima di [i, e]:[ç]χ[k]chχειρουργόςchirurgo
[s-z]σ, σσ[s-z]σ, σσ[s-z]s, ss  
prima di C sonora:
intervocalica:
altrimenti:
[z]
[s]
[s]
σ,


[z]
[z]
[s]
s


κόσμος
φιλοσοφία
Σωκράτης
cosmo
filosofia
Socrate
[m]μ, μμ[m]μ, μμ[m]mμανίαmania
[n]*ν, νν[n]ν, νν[n]nμανίαmania
[l]*λ, λλ[l]λ, λλ[l]lπολιτικόςpolitico
[r]ρ, ρρ[r]ρ, ρρ[r]rπυραμίςpiramide
[h]<̒>----λληνικόςellenico
[zd]ζ[z]ζ[tz/dz]zτραπέζιον
ζωο-
trapezio
zoo-

# Sul termine [tia] vedi più avanti sotto numero 9.3
* Consonanti palatalizzabili:
[k g kh] ® [c ɟ/ʝ ç] prima di una vocale palatale ([i, e]).
[l n] /i/ + V in parole di origine popolare: ®[ʎ ɲ] + V.
Divergenze grafiche dovute alle differenze tra l'alfabeto greco «orientale» e quello «occidentale», ed in conseguenza del latino: χ - ch, ξ - ks, x.
[zd] è presentata qui, perchè la sua grafia <ζ> appare anche nella tabella seguente sulle lettere del greco moderno.

8.2 Equivalenza delle consonanti sulla base della grafia: In ordine alfabetico.

greco modernoitalianoesempi
grafiasuonografiasuonogreco mod.italiano
β[v]b[b]βράγχιαbranchia
γ
prima di [i, e]
[ɣ]
[ʝ]
g
g
[g]
[d ʤ]
γάγγλιο
γύρος
ganglion
giro
δ[ð]g[d]ΔωδώνηDodona
ζ

[z]

z

[ts/dz]

τραπέζιο
ζωο-
trapezio
zoo-
θ[θ]t[t]άθεοςateo
κ
prima di [i, e]
[k]
[c]
c
c
[k]
[t∫]
εικόνα
κυκλικός
icona
ciclico
λ*[l]l[l]πολιτικόςpolitico
μ[m]m[m]μανίαmania
ν*[n]n[n]μανίαmania
ξ
se di origine dotta

[ks]


ss
x
x
[ss]
[ks]
[gz]
Aλέξαντρος
ξενία
εξηγητικός
Alessandro
xenia
exegetico
π[p]p[p]υποτείνουσαipotenusa
ρ[r]r[r]πυραμίδαpiramide
σ
prima di C son.
intervocalica
[s]
[z]
[s]
s
s
s
[s]
[z]
[z]
ιστορικός
κόσμος
φιλοσοφία
(i)storico
cosmo
filosofia
τ[t]t[t]μεταφοράmetafora
φ[f]f[f]φιλοσοφίαfilosofia
χ
prima di [i, e]
[x]
[ç]
c
ch
[k]
[k]
ηχώ
χειρούργος
eco
chirurgo
ψ

[ps]

ss
ps
[ss]
[ps]
έλλειψη
ψευδο-
ellissi
pseudo

* Sulla pronuncia delle combinazioni <λ[i]Vocale> e <ν[i]Vocale> vedi sopra, numero 7.1 (dopo la tabella).

8.3 Consonanti doppie.

In greco moderno ® semplici; in italiano ® doppie.

Alcune divergenze: καδημία - accademia, πατριωτικός - patriottico.
In greco moderno: grafia <γγ> = [ɡ, ɟ], p.es. γάγγλιον; altrimenti <grafia doppia> = [consonante semplice].

Esempi con consonanti doppie.

greco modernoitalianoesempi
grafiasuonografiasuonogreco mod.italiano
<κκ>[k]<cc, cch>[cc, ttS]εκκλησιαστικόςecclesiastico
<λλ>[l]<ll>[ll]ελληνικόςellenico
<μμ>[m]<mm>[mm]κόμμαcomma
<νν>[n]<nn>[nn]εννεασύλλαβοςenneasillabo
<ππ>[p]<pp>[pp]ιππόκαμποςippocampo
<ρρ>[r]<rr>[rr]  
<σσ>[d]<ss>[ss]θαλασσο-talasso-
<ττ>[t]<tt>[tt]AττικήAttica

L'elemento lessicale per ῾lingua᾿, in greco moderno solo γλωσσο-, puó apparire in italiano tanto nella forma dell'antico dialetto attico come glotto- tanto nella forma ellenistica come glosso-: glottodidattica - γλωσσοδιδακτικήglossario - γλωσσάριο.

8.4 Nessi consonantici.

Normalmente in italiano un nesso consonantico risulta, tramite assimilazione totale, in una consonante doppia. Ma in alcune parole, a causa di influsso dotto, il nesso originale rimane.

In greco moderno in lingua popolare i nessi [pt kt fθ xθ sθ] sono soggetti a una dissimilazione del modo di articolazione e diventano rispettivamente [ft xt ft xt st]; p.es. πτερόν > φτερό. Ma questa regola fonologica è bloccata nella lin­gua di origine dotta, cosi che non ha un particolare interesse per le parole esa­minate qui.

Sul nesso greco antico [zd] vedi anche sopra, numero 8.1.

Ne esistono pochissime eccezioni: πρακτικός - pratico (vedi sotto No 3).

Una notevole divergenza tra il greco classico e il greco moderno consiste nell'assimilazione di sonorità delle occlusive dopo una nasale; l'inizio di questa evoluzione si pone in età ellenistica. Per di più in età moderna è comune la «facoltativa» caduta della nasale in tale posizione. (Vedi le tre ultime righe della tabella.) A questi sviluppi fonologici si deve la difficoltà per un greco di distinguere in italiano, p.es., tra coppie minime del tipo: quanto - quando. Un greco ha la tendenza di pronunciare i tre ultimi esempi della tabbella in italiano come: [olimbo] / [olibo], [ondoloɡia] / [odoloɡia], [aɲɡona] / [agona].

greco anticogreco modernoitalianoesempi
suonigrafiasuonigrafiasuonigrafiagreco mod.italiano
[pt]<πτ>[pt]<πτ>[tt]<tt>δίπτυχοdittico
    [pt]<pt>πτερόσαυροιpterosauri
[ps]<ψ>[ps]<ψ>[ss]<ss>έλλειψηellissi
    [pt]<pt>ψευδο-pseudo
[kt]<κτ>[kt]<κτ>[tt]<tt>ΈκτοραςEttore
    [ks]<kt>εκτο-ecto-
[ks]<ξ>[ks]<ξ>[ss]<ss>AλέξαντροςAlessandro
    [gz]<x>εξηγητ-exegetico
[pth]<φθ>[fθ]<φθ>[tt]<tt>δίφθογγοςdittongo
[kth]<χθ>[xθ]<χθ>[tt]<tt>ιχθυολογίαittiologia
[sth]<σθ>[sθ]<σθ>[st]<st>ασθένειαastenia
[zd]<ζ>[z]<ζ>[ts/dz]<z>τραπέζιονtrapezio
      ζωο-zoo-
[mp]<μπ>[mb/b]<μπ>[mp]<mp>ΌλυμποςOlimpo
[nt]<ντ>[nd/d]<ντ>[nt]<nt>οντολογίαontologia
[ŋk]<γκ>[ŋk/ɡ]<γκ>[ŋk]<nc>AγκώναAncona

9. L'accento tonico.

L'accento tonico del prestito greco si sposta in base alla regola fonologica dell'accentazione latina. La penultima sillaba in latino era accentata se «pesante», cioè se possedeva una vocale lunga o terminava in consonante, quindi era una sillaba chiusa. Altrimenti, l'accento si trovava in terzultima sillaba. In seguito a questa regola, fatta eccezione per le parole monosillabiche, i prestiti dal greco con accento in ultima sillaba non potevano mantenerlo in tale sede. Spostamenti di accento si potevano verificare anche se il prestito era parossitono o proparossitono a causa della regola dell'accentazione latina.

9.1 Accento tonico sulla base della grafia.

Per l'equivalenza nella grafia si deve considerare se dopo la vocale della penultima sillaba della parola greca seguono due consonanti (combinazioni come [dr] [tr], che possono appartenere alla sillaba seguente e quindi permettono alla sillaba precedente di essere «aperta», sono rare), o se la sillaba possiede una delle lettere singole η, ω o uno dei digrammi αι, ει, οι, αυ, ευ, ου. In tal caso, in italiano ci si aspetta un accento in penultima. Peró si osservano eccezioni a questa regola. É il caso della parola idolo < εἴδωλον, scritta con omega in gre­co, e accentata in terzultima in italiano. La differenza in questo caso è dovuta al fatto che questa parola venne introdotta in latino dopo l'abbreviazione delle vocali lunghe, e cosi ha potuto mantenere l'accento sulla sillaba originale.

Se la vocale della penultima sillaba del prestito greco non è seguita da due consonanti, e se tale vocale è scritta con una ε o una ο, ci si aspetta un accento sulla terzultima. Se invece la lettera vocalica è la α, la ι oppure la υ, con chi la distinizione tra breve e lunga non si vede, in principio non si possono determi­nare regole di corrispondeza; peró vedi più avanti i casi dei suffissi.

Parole disillabiche, se accentate già sulla penultima, ritengono naturalmente l'accento in tale sede; se l'accento della parola greca si trova sull'ultima, si sposterà sulla penultima.

9.2 Posizione dell'accento.

I. Posizione prevedibile
1. Parole disillabiche
   senza sp.κόσμοςcosmos
   con sp.XριστόςCristo
2. Parole polisillabiche
penultima sillabachiusasenza sp.αστερίσκοςasterisco
   con sp.


Όλυμπος
έλλειψη
οφθαλμός
Olimpo
ellissi
oftalmo
 non
chiusa
contiene
ε, ο
senza sp.

άγγελος
σύνοδος
ángelo
sinodo
   con sp.Διογένηςdiogene
  contiene
η, ω, αι, αυ,
ει, ευ, ευ, ου
senza sp.*


Αθήνα
αμνηστεία
ευνούχος
Atene
amnestia
eunuco
   con sp.


Αθηνά
Πλάτωνας
άζωτο
Atena
Platone
azoto
ΙΙ. Posizione non prevedibile
penultima sillaba non
chiusa

contiene
α, ι, υ

senza sp.


πυρίτης
αρχέτυπο
ανάγλυφο
pirite
archetipo
anaglifo
   con sp.


Σωκράτης
Ολυμπία
ρητορική#
Socrate
Olimpia
retorica

sp. = spostament

* Però esistono parecchie eccezioni: χαρακτήρας, μισάνθρωπος, είδωλο - caráttere, misántropo, idolo.

#Ma forse con suffisso riconoscibile.

9.3 Accento in suffissi.

Si puó osservare una corrispondeza con alcuni suffissi, come è il caso del suffisso greco antico -ικός, con vocale breve in greco antico, per cui le corrispondenti voci italiane diventano proparossitone; p.es. ρητορική - retórica.

Accento: Esempi con suffissi.

senza spostamento
-ία

-ia

δημοκρατία
φοβία
democrazia
fobia
-ιο-ioμονοπώλιοmonopólio
-είο-éoγυναικείοginecéo
-αίος-éoEυρωπαίοςEuropéo
con spostamento
-εια-iaαντιπάθειαantipatia
-ικός

-ico

τονικός
ρητορική
tónico
retórica
-ινός-inoβυζαντινόςbizantino
-ακός-acoολυμπιακόςolimpiaco
-οειδής-óideανθρωποειδήςantropóide

Si deve inoltre tener conto della "lessicalizzazione", cioè di quando un suffisso antico non è sentito più come tale. Se in parole come γυναικείο (peró con significato diverso: sopra, numero 5), δημοκρατίατονικός, magari anche ρητορική, un parlante greco potrebbe riconoscere l'esistenza di un suffisso, soprattutto se l'insegnante glielo indica, questo non è il caso di πανάκεια - panacéa, dove il suffisso originario non si sente più.

Ad eccezione dei sostantivi femminili in -a, la maggior parte degli altri sostantivi presentano delle divergenze. In particolare, la sequenza finale -zia < suffisso -ία su base sostantivale a τ- (δημοκρατίαἀριστοκρατία > democrazia, aristocrazia) presenta una corrispondenza speciale τ- - z-.

10. Dal punto di vista di un italiano che apprende il greco moderno.

Se invece seguiamo il percorso inverso, sarà possibile specificare regole di corrispondenza aventi per base l'italiano e come esito la pronuncia del greco moderno. Da quanto esposto risulta che il lavoro, in tale direzione, sarà relativamente più semplice. Il problema più importante per un italiano che apprende il greco moderno sarà l'equivalenza tra nessi consonantici in greco e consonanti doppie in italiano, visto che queste ultime possono avere origini diverse, come p.es. ettagono equivalente a επτάγωνο, ma ottagono equivalente a οκτάγωνο.

Bisognerà comunque tener conto delle esigenze particolari degli studiosi di lingue classiche, che spesso si aspettano una pronuncia se non esattamente «greca antica», almeno la cosiddetta «erasmiana», la quale, come è noto, non mira a riprodurre l'esatta pronuncia di qualche preciso periodo del greco antico, ma crea una pronuncia «normalizzata» di quella lingua, che come tale non è mai esistita. (Drerup 1930, 1932; Πετρούνιας 2001.)

11. Sviluppo della ricerca.

L'obiettivo principale di questa relazione è di sensibilizzare tanto gli insegnanti quanto gli studenti in possesso di una conoscenza avanzata dell'italiano, sull'inportanza di un capitolo dell'analisi contrastiva tra greco moderno e italiano. In una fase successiva si potrà preparare un dizionario degli internazionalismi più comuni con indicazioni sulla corrispondenza dei diversi suoni.

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